Articoli di Cultura Video-ludica e Esperienze Videoludiche

Sezione dedicata alla raccolta degli articoli di cultura videoludica e delle esperienze vissute dai giocatori in diversi videogames.
Potete inviare i vostri racconti tratti dalle vostre esperienze videoludiche (vissute in qualsiasi videogioco) a: sierra1994@libero.it, i racconti saranno pubblicati a vostro nome sul presente blog.





 ESPERIENZA VIDEOLUDICA IN FAR CRY 3: di GORDON GIULIO

Far Cry 3, uscito a Novembre 2012, ha ridefinito il concetto di libertà in un FPS free roaming, offrendo ai videogiocatori  una delle più complete esperienze in prima persona. Tutto ciò è stato possibile grazie a un gigantesco mondo di gioco (rappresentato da ben due isole nel single player), un’ampia varietà di strumenti (armi, veicoli e accessori bellici) e soprattutto un gameplay abbastanza eclettico ( action, adventure, platform) unito a una grande dinamicità. Grazie a queste caratteristiche Far Cry 3 esemplifica alcune delle unicità del medium  videogioco, come la possibilità di vivere e creare performance e storie sempre uniche e diverse. Ovvero ogni giocatore può vivere la propria personale esperienza di gioco, che in seguito può essere raccontata sotto forma di storia.


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A questo punto vorrei condividere con voi, alcune delle più belle performance che ho vissuto all’interno di Far Cry 3:

“ Da diverse ore ormai era sorto il sole che rifletteva in modo quasi accecante sulla carrozzeria rossa della mia jeep, quella sarebbe stata un’altra giornata proficua per me e i miei fratelli Rakyat nell’estenuante lotta contro i pirati dell’isola. Cosi avevo deciso e per questo mi stavo dirigendo a tutta velocità verso un nuovo avamposto da liberare ma, all’improvviso comparvero davanti a me due pirati. Decisi quindi di accelerare e di investirli entrambi, ma il mio attacco non riuscì pienamente. Infatti se il pirata incendiario (e ubriacone) non fece in tempo a scansarsi e ad evitare l’impatto letale con la mia jeep, l’altro (armato rigorosamente con l’AK 47) scappò riparandosi dietro una pianta robusta.  Me ne accorsi e svoltai a sinistra per tornare indietro e lasciare l’auto in mezzo alla vegetazione, scesi brandendo una pistola magnum e sparai almeno quattro colpi per sbarazzarmi del pirata che si era nascosto. Nemmeno il tempo di riprendere fiato che sento un rumore oramai fin troppo familiare, quello di un’auto che si avvicina sempre di più alla mia posizione. Un’altra jeep rossa, del tutto simile a quella che stavo guidando poco prima, si ferma proprio nella zona in cui ho posteggiato la mia.                                         

E adesso? Un momento, fermi tutti !                                                                                                                                                                     Un’idea balena nella mia testa e decido di allontanarmi  il più possibile da lì. Cosi mi trovai dall’altro lato della strada, quando mi voltai all’indietro, fissai per un istante la mia jeep e … con un dispositivo elettronico in mano, azionai il comando del C4! Booom!!
Entrambe le auto, insieme ai due pirati esplosero in una nube di frammenti ardenti.     
( MASSACRO 60 XP ottenuti!)

fr3  C4

Per mia fortuna, negli ultimi tempi, avevo preso la sana abitudine di posizionare almeno una carica di esplosivo C4 su ogni veicolo che guidavo, in modo da contrastare efficacemente gli attacchi dei pirati e avere sempre a disposizione, qualche opzione tattica in più rispetto al nemico. Anche stavolta quindi, la mia idea si era rilevata fruttuosa. A quel punto, trovandomi appiedato, fui costretto ad assaltare il primo veicolo nemico che incontrai. Mi sbarazzai quindi dei soliti due pirati di turno e ,di nuovo in marcia, decisi di cambiare il piano della mia giornata. Almeno in parte. Infatti siccome avevo bisogno di soldi per ricaricare le munizioni e comprare nuovi strumenti da combattimento, scelsi di intraprendere una missione di ricerca. Una ricerca molto particolare a dire il vero. In effetti quando accettai la missione, segnalata da un bando sulla bacheca dell’ultimo avamposto che avevo liberato, scoprii che era ricercato un pirata che uccideva dei pescatori sull’isola. Questo tizio insomma era ricercato, ma morto. Quindi andava prima trovato e poi ucciso con un bel pugnale da combattimento, come impone la tradizione dei Rakyat. La ricompensa della missione non era enorme a dire il vero, ma accettai comunque di buon grado. Anche perché, sarebbe stato pur sempre un valido aiuto che avrei offerto ai Rakyat.


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Raggiunto quindi il luogo indicato dal bando, mi ritrovai in una spiaggia apparentemente tranquilla. Nessun nemico era in vista. Ma sapevo che quell’impressione si sarebbe presto rilevata erronea, infatti appena mi iniettai la siringa della cosiddetta “percezione superiore”, scorsi un buon numero di pirati al di là delle rocce. Mentre mi muovevo accovacciato e l’effetto della siringa cominciava a svanire, presi la macchina fotografica per fare il punto della situazione. Innanzitutto vidi che due pirati si trovavano in una posizione sopraelevata rispetto al terreno e brandivano fucili di precisione con fasci laser che saettavano in tutte le direzioni.  Per fortuna però, questi erano di spalle e controllavano la zona di fronte a loro. Per il momento dunque, non costituivano un pericolo imminente. Inquadrando verso sinistra e ingrandendo l’area,  mi accorsi di altri due nemici;  uno si muoveva perlustrando la zona e l’altro era fermo vicino a un fuoco accesso. Proprio quest’ultimo scoprii che era l’obiettivo principale dell’ingaggio, ovvero il pirata che andava abbattuto con il pugnale. Avrei potuto correre veloce e pugnalarlo, ma un piano del genere aveva troppe incognite e non sarebbe stato il massimo dal punto di vista strategico.
Per questo pianificai un attacco migliore.
All’inizio mi spostati verso la mia sinistra aggirando l’obiettivo e, senza farmi vedere, mi nascosi dietro un fitto cespuglio. In quel punto però, mi accorsi di un altro pirata che pattugliava tutta la zona alle spalle dell’obiettivo principale. Proprio in quel momento stava guardando verso la mia posizione, ma grazie alla copertura della vegetazione non poteva vedermi. Quando anche lui volse le spalle per continuare il suo giro di pattuglia, uscii dal cespuglio e decisi di piazzare ben 4 mine, ne piazzai tre alla mia destra e un’altra alla mia sinistra. In modo che chiunque sarebbe avanzato oltre il cespuglio sarebbe saltato in aria. Insomma volevo essere sicuro che, in caso di imprevisti, sarei stato comunque in vantaggio strategico rispetto all’avversario. Nascosto, feci passare ancora qualche decina di secondi e poi mi lanciai all’attacco.  Muovendomi sempre in ginocchio e senza far rumore aggirai l’ultimo pirata che avevo visto e che ora stava guardando verso il mare (come da routine), mi ritrovai cosi alle sue spalle e con il pugnale lo uccisi furtivamente. Fuori uno !  Ora nessun nemico si interponeva tra me e l’obiettivo principale che era sempre di spalle e fermo intorno al fuoco. Infatti i due cecchini continuavano a guardare la zona alla mia sinistra e l’altra guardia si trovava di spalle rispetto a me. A quel punto decisi di approfittare della situazione e muovendomi sempre quatto quatto, giunsi dietro il pirata-obiettivo. Il pugnale si ficcò nell’armatura e poi nella carne, e con un grido soffocato il pirata VIP cessò di esistere. Purtroppo però, non feci in tempo a estrarre il suo coltello e a lanciarlo verso l’altra guardia che si trovava ancora di spalle. Me ne stavo andando, quando proprio questa si voltò e accorgendosi di ciò che era successo si mise a gridare. E quando mi vide iniziò anche a sparare nella mia direzione, io quindi decisi di battermi in ritirata, tornando dove ero inizialmente. Per fortuna portai il pirata ,che ora mi stava inseguendo,  verso la zona disseminata di mine. E appena superai il cespuglio, la mina che precedentemente avevo posizionato verso sinistra, esplose uccidendo all’istante il mio inseguitore. Inaspettatamente però l’esplosione ebbe anche un altro effetto, infatti la vegetazione cominciò a prendere fuoco e le fiamme si diressero verso gli altri due pirati, che con i loro fucili cercavano di spararmi e uccidermi a distanza. Presi dal panico però, iniziarono a correre cercando di non essere bruciati, mentre io provavo ad attirarli verso la zona con le altre tre mine rimaste. Ma i miei sforzi furono pressoché vani, poiché i due pirati rimasero sempre a distanza e cercavano di farmi fuori , ragion per cui decisi di equipaggiare il fucile MPK5 e sparando verso di loro, li centrai (con un bel po’ di fortuna devo dire) entrambi alla testa con un colpo ciascuno ( 25 XP, Headshot! ).
La zona era ormai del tutto sgombra da nemici e io avevo portato a termine con successo l’incarico, ottenendo la ricompensa in denaro.
Un quarto d’ora più tardi mi ritrovai in mezzo alla giungla, con la vegetazione fitta tutt’intorno a me, mentre  il sole e di conseguenza la luminosità cominciavano a calare. Poco più avanti, c’era il mio obiettivo che mi ero prefissato fin dall’inizio della giornata . Un avamposto controllato dai pirati che si trovava al di sotto di una montagna, in una posizione abbastanza appartata, ma pur sempre vicino alla strada principale che collega tutta l’isola. Decisi di attaccarlo con una strategia rigorosamente stealth e a tal proposito avevo con me una pistola e un fucile di precisione entrambi silenziati, insieme a mine e cariche C4 pronte all’uso. Mi avvicinai all’obiettivo, usando una macchia di vegetazione come copertura e riuscii , ormai in piena zona nemica, a raggiungere una piccola costruzione in legno. Mi riparai al suo interno per fare un’analisi accurata della situazione e mi iniettai endovena il siero della “percezione superiore” e, con una certa sorpresa, mi accorsi che avevo lì vicino, a pochi passi (praticamente oltre il muro della costruzione) due pirati apparentemente fermi. Guardando verso destra notai anche un cecchino che si trovava su impalcatura di legno e spazzava con il suo fascio laser tutta la zona di fronte a lui. Sempre grazie al portentoso siero vidi un’altra guardia che pattugliava, percorrendo sempre lo stesso percorso, tutta la zona alla mia sinistra (all’ingresso principale dell’avamposto, diciamo). Oltre tutto ciò, c’era un altro tiratore e un pirata fermo che costituivano tutta la sorveglianza della zona. A quel punto decisi di dare il via al mio piano, quindi piazzai (silenziosamente) una bella carica di C4 sul legno della costruzione, vicino i due pirati ancora fermi e abbandonai la posizione. Infatti, un attacco frontale, da quel punto sarebbe risultato abbastanza inefficiente. Almeno per quello che volevo fare io. Perciò risalendo verso destra riesco ad aggirare e avere di spalle i due cecchini e ad ottenere una posizione ancora più elevata della loro. Senza farmi scoprire, o quasi, riesco a scendere dalla posizione in cui mi trovo e giungo dietro gli edifici di legno dell’avamposto. Questa è la posizione ideale per un’incursione furtiva.

A sinistra e a destra avevo i due cecchini che si trovano di spalle, entrai all’interno di un’altra costruzione e mi accorsi che lì vicino (all’esterno)  c’era il dispositivo di allarme dell’avamposto! Se l’attacco fosse fallito avrebbero certamente chiamato rinforzi con questo. Quidi, scegliendo il momento adatto, per non farmi scorgere da nessuno, dopo interminabili secondi riuscii ad avvicinarmi e a disattivarlo. Un senso di soddisfazione e tranquillità mi pervase, un altro decisivo passo in avanti è stato fatto. 

Ma non è ancora finita!                                                                                                                                                                               Decido di andare a sinistra e avvicinandomi piano piano riesco a posizionare un altro C4 proprio sotto l’impalcatura di legno del cecchino. Diamine,  stavolta ero riuscito a posizionarlo !  Altre volte (in situazioni simili) ricordo che la carica non aveva fatto presa e cadendo a terra faceva un rumore che allertava i nemici e io finivo per essere arrabbiato e deluso. Ora invece mi sentivo sempre più soddisfatto. Con il fiato sospeso e la tensione che aumentava sempre di più, mi avvicinai anche all’altro cecchino, che si trovava sopra il tetto di una costruzione fortificata da un filo spinato. Nella protezione “spinosa” c’era però, una breccia che mi avrebbe permesso di raggiungere il nemico e ucciderlo mentre era di spalle. Ma decisi di controllare tutta l’area intorno e mi accorsi che c’era anche una scala che conduceva alla posizione del cecchino. Posizionai una mina alla base delle scale, in modo che (sempre nel caso in cui qualcosa fosse andato storto) mi sarebbe tornata utile.

A quel punto il mio attacco combinato non avrebbe ucciso gli altri due pirati che si trovavano al di là di queste costruzioni in legno, nonostante ciò decido di andare avanti nell’impresa. Prendendo in considerazione tutte le possibilità e le conseguenze delle mie azioni, decido di salire sul tetto dove si trova il cecchino e con il fucile di precisione riesco a piazzare un singolo, preciso colpo nella testa del pirata. Nessuno sembra essersene reso conto, la fortuna continua ad assistermi, ma la tensione raggiunge livelli impressionanti. Quando una guardia di pattuglia (quella che controlla l’ingresso dell’avamposto)  sta per accorgersi del corpo senza vita del cecchino, io ho in mano il dispositivo di attivazione remota del C4. Il tempo sembra fermarsi. Ripenso velocemente al mio piano e alle possibili conseguenze e infine premo due volte il tasto. Due poderose esplosioni scossero l’aria, una dopo l’altra, uccidendo gli obiettivi designati e distruggendo anche un tavolo di legno. Gli ultimi pirati rimasti erano completamente sorpresi da ciò che era successo, rivolgendo la loro attenzione verso l’ingresso principale. Nessuno si era ancora accorto di me !  Potevo vederli sulla mini-mappa, erano entrambi di spalle e si muovevano piano. O la và o la spacca !
Mi feci coraggio e corsi alle spalle del nemico più vicino, abbattendolo con una pugnalata precisa. Mentre l’ultimo rimasto stava procedendo in avanti, ignaro di cosa era avvenuto dietro di lui. Corsi quindi verso la sua direzione, scavalcando una recinzione di legno e quando fui vicino al suo corpo, egli si voltò. Si accorse infine della mia presenza e fu l’unica guardia in tutto l’avamposto a vedermi quasi in faccia, ma ormai era troppo tardi. Il mio pugnale tranciò la sua gola e lo sgozzò, prima che questi potesse dire o fare qualsiasi cosa.
Tutto era ormai compiuto ed era giunta la sera quando l’avamposto fu liberato e potemmo finalmente alzare la bandiera blu dei Rakyat !
Bella giornata, ottimo piano, uno dei migliori che abbia mai realizzato.”

(INVISIBILE 1500 XP ottenuti)



A CURA DI GORDON GIULIO

FC3 finale














HALO 4 EXPERIENCE
Halo 4 wallpaper

Estratto di un’esperienza videoludica su Halo 4, vissuta da Gordon Giulio.

MISSIONE: Midnight. L’estratto è tratta dal primo pezzo della missione dopo aver abbandonato il caccia Broadsword.
DIFFICOLTA': Eroica. La prima run su Halo 4 di Gordon Giulio.

La porta triangolare si spalancò di fronte a me con un forte rumore metallico. Ero dentro, stavo avanzando. Nemmeno il tempo di esaminare la situazione che sentii dei grugniti simili a quelli di un grunt o dei droni Covenant. Ma nel mio campo visivo (verso la mia destra) entrò un Watcher (Osservatore) Prometeico, istintivamente sparai con la pistola verso di lui a più non posso, quest’ultimo però sentendosi minacciato scappo via dalla mia visuale …  Per essere rimpiazzato istantaneamente da un suo simile che si avvicinò verso di me. Le munizioni scarseggiavano, decisi quindi di cambiare arma e passare alla carabina, usai l’ingrandimento e sparai verso di lui. Due o tre colpi lo colpirono inizialmente, ma la mia mira si fece sempre più imprecisa a causa dei suoi continui e nervosi movimenti che lo portarono a ritirarsi come aveva fatto il primo. Ma non mi arresi. Ricaricai l’arma e avanzai sparando un singolo colpo ben piazzato al secondo fuggitivo che scoppiò in un lampo arancione. Il primo Watcher che avevo incontrato però, stava cercando di generare una torretta o almeno cosi sembrava. Immediatamente spostai il reticolo di ingrandimento su di lui, inquadrandolo. Sparai uno, due, tre, quattro colpi consecutivi per vederlo infine esplodere e svanire, ancora prima che potesse generare qualche altra minaccia.  In seguito tolsi la visuale ingrandita e ricaricai  carabina e pistola, avanzando. Feci un breve giro di ispezione per osservare quelle magnifiche architetture aliene prevalentemente di un freddo grigio metallico che si fondeva con il colore intenso dell’arancione sui contorni delle strutture. Più avanti c’era un’altra stanza, decisi allora di muovermi verso la mia sinistra e avanzare.  Corsi verso l’angolo della porta, sospettoso e mi fermai. Subito dopo comparvero sul rilevatore di movimento, progressivamente, ben tre punti rossi. Nuovi nemici Prometeici erano comparsi nella stanza adiacente. Bene. Mi affacciai verso destra e notai una figura massiccia in movimento di spalle. E sarebbe stata una buona occasione d’attacco, se un altro Prometeico, verso sinistra, non si fosse accorto di me sparandomi contro. Lo scudo energetico subì dei leggeri danni ( circa il 20 per cento di esso si era scaricato) e io, d’impulso, lanciai una granata prometeica in direzione del nemico. La granata esplose in una rosa con al centro un nucleo prosciugatore dove le linee di forza convergevano al centro, ma non sorti alcun effetto sul Prometeico che si allontanò. Ne lanciai comunque un’altra che non ebbe però un destino migliore. Intanto il nemico a destra mi sparò con la sua carabina costringendomi a indietreggiare. Mentre mi stavo allontanando però un altro colpo mi centrò in pieno e metodicamente presi la mia carabina e puntai il reticolo ingrandito di mira verso sinistra. Sparai verso il nemico che però si spostò da una parte all’altra per evitare i colpi.  Alla fine lo centrai diverse volte in testa e il suo corpo scintillò. Ormai era chiaro. La sua struttura digitale era indebolita. Consapevole di questo, il prometeico si ritirò e contemporaneamente mi sparò addosso, portando il mio scudo (ancora non ricaricato) a meno della metà della sua energia. Ma io non mi arresi, inserii un altro caricatore nell’arma e sparai verso di lui a più non posso. E alla fine lo vidi scomparire in una polvere di quadratini arancioni. Ma non era ancora finita. Avevo ancora due Prometeici da eliminare e uno di questi scoprii essere proprio un temibile Cavaliere Battlewagon. Cosi mentre ricaricavo la mia carabina mi abbassai dietro una sorta di muretto per riprendermi un pochino. Giusto una manciata di secondi e decisi di “uscire” dalla copertura aprendo uno scudo respingente e lo piazzai proprio in direzione del Cavaliere. Quest’ultimo per tutta risposta, capendo che sarebbe stato inutile spararmi,  mi indicò con il suo braccio e lanciò una granata verso di me. Io indietreggiai, ma la granata colpi terra e esplose in una sfera prosciugatrice investendo lo scudo respingente e parte di me. Fortunatamente però un instante prima avevo iniziato un salto all’indietro e per puro caso l’onda non danneggiò minimamente lo scudo della tuta, che per altro era ancora mezzo scarico.
Cavaliere

La granata esplose con un suono sordo mentre lo scudo respingente virava dal blu al rosso e la mia tuta Mark 6 produceva il caratteristico suono degli scudi semi-scarichi. Quest’ultimi dovevano ancora ricaricarsi quando lo scudo respingente svanì nel nulla. Non persi tempo comunque, presi la carabina e inquadrai il Cavaliere. Tre colpi lo centrarono prima che questi si spostò verso la mia sinistra svanendo dalla visuale. E finalmente mentre avanzavo, lo scudo energetico della tuta si era ricaricato pienamente. A quel punto presi di mira l’altro Prometeico che aveva piazzato un’autosentinella. Sparai verso di essa , ma non riuscii a distruggerla subito poiché le munizioni della mia carabina mi abbandonarono. Erano terminate. Imprecai. Passai allora subito alla pistola energetica, inquadrai l’autosentinella e con un singolo, fulmineo e preciso colpo questa scoppiò. Un bel tiro decisamente. Ricaricai per precauzione e mentre cercavo di avanzare, ricomparse il Cavaliere che mi sparò con la sua letale doppietta. Spari un po’ di colpi velocemente verso di lui. Ma il furbo ne approfittò per lanciarmi un’altra bella granata. Istintivamente balzai all’indietro e aprii lo scudo respingente. Questa volta l’onda non sfiorò nemmeno un centimetro dello scudo respingente e proprio quando la granata esplose, anche lo scudo si spense. Avanzai con il sistema di ingrandimento dell’arma attivo, da sinistra il Cavaliere ricomparve. Sparai qualche colpo ma il nemico sfuggi dalla mia vista riparandosi verso destra. Per precauzione, mentre cercavo di andare avanti, riaprii un’altra volta lo scudo respingente che però era ancora mezzo scarico. Mi ritrovai cosi a piazzare di fronte al Cavaliere  una protezione energetica del tutto effimera. Infatti nemmeno due secondi dopo questa svanì. Sparai qualche colpo energetico e indietreggiai verso una copertura per poi cercare di avanzare e colpire il Cavaliere.  Lo centrai diverse volte alla testa con la pistola energetica senza che lui reagì. Ma ero consapevole che con una simile arma ce ne avrei messo di tempo per eliminarlo e oltretutto le munizioni cominciavano a scarseggiare. Cosi tornai indietro e dopo pochi metri trovai una sorta di dispenser con delle armi. Cambiai la carabina scarica con il soppressore. Iniziai cosi a correre per avanzare e il Cavaliere, vedendomi e sentendomi arrivare, mi sparò con la sua arma. Diverse scie arancioni solcarono l’aria senza colpirmi minimamente. Sparai in risposta con il mio soppressore colpendo il Cavaliere e dopo aver evitato altre sue letali granate , riuscii a colpirlo frontalmente scaricandogli quasi un intero caricatore dell’arma addosso. A quel punto anche questo sparì nel nulla, l’avevo sconfitto.

Midnight mission


Decisi poi di scambiare la mia pistola con la sua doppietta (chiamata fucile a scarica) e proprio mentre eseguivo questa operazione mi piombò una granata prometeica a poca distanza da me. Mi allontanai un po’ con lo scudo respingente attivato e quando la granata esplose senza fare danni ricaricai il fucile a scarica.  Questa volta avanzai dentro l’altra stanza e trovai l’ultimo prometeico rimasto, mezzo distratto con un’autosentinella attivata. Il nemico, che non si era ancora accorto della mia presenza, camminava tranquillamente e io cercai di approfittarne per un attacco a sorpresa, ma senza successo. Infatti la sentinella sparò verso di me, richiamando l’attenzione del prometeico che finalmente mi notò. Sparai con la doppietta energetica verso di lui e visto che i colpi della mia arma rimbalzavano sulle superfici, decisi di sparare verso una copertura in modo da colpire con più precisione l’obiettivo. Ma lo stratagemma non ebbe molto successo poiché il prometeico si spostava in continuazione e lanciava granate abbastanza frequentemente. Cosi dopo aver eliminato un’altra torretta mobile che aveva piazzato, avanzai verso di lui. Lanciai una granata in modo da indebolire le sue difese e sparai con il fucile a scarica fino a far scoppiettare la sua corazza. Visto che si era indebolito, decisi di avanzare per dargli dei colpi finali con la doppietta energetica. Ma accadde l’imprevisto. Il nemico si teletrasportò dietro di me, confondendomi. Imprecai! Decisi allora di voltarmi all’indietro per sparargli, ma il nemico non c’era più. Un onda blu però comparve alle mie spalle e mi accorsi che il prometeico tentava di aggirarmi per colpirmi di sorpresa. Di impulso sparai verso di lui con il fucile a scarica, ma i colpi erano poco precisi e non ebbero molto effetto. Perciò decisi di lanciargli anche una granata e armai il soppressore energetico. Mentre sparavo verso di lui mi arrivò una bomba prometeica che riuscii però ad evitare spostandomi a sinistra. Ma il nemico insisteva e mi centrò diverse volte con la sua carabina portando il livello energetico dello scudo a circa il 70 per cento. Consapevole del pericolo che stavo correndo mi ritirai indietro con un bello scatto e tornai nell’altra sala. Giusto il tempo per far ricaricare lo scudo energetico e tornai ad affrontare il mio avversario. Sparai ancora con il soppressore e essendomi avvicinato abbastanza riuscii a indebolire ulteriormente la sua struttura digitale, tant’è vero che questa sfarvallò diverse volte. Ormai ce l’avevo quasi fatta, non sarebbe durato ancora molto. Ma, con mia grande sorpresa, mentre inserivo un altro caricatore al soppressore; il prometeico con un movimento fulmineo traslò  vicino a me. La mia adrenalina aumentò e di conseguenza gli sparai una bella raffica di proiettili energetici che lo investirono in pieno. Ma come risultato il nemico svanì e tornò dove era precedentemente, allontanandosi da me. Non mi persi d’animo. Avanzai e gli sparai ancora con il soppressore. Il prometeico però si dimenava e si spostava da una parte all’altra per evitare i miei colpi. Ma la distanza tra me e lui era molto ridotta, cosi la sua struttura scintillò ancora. “Cavolo, pensai tra me, erano almeno tre volte che accadeva questo in poco tempo, qualche altro colpo e cadrà sicuramente”.

scudo respingente

Invece, non so come, il prometeico continuava a resistere come un dannato! E addirittura traslò verso di me colpendomi con un attacco corpo a corpo rapidissimo. Il livello dello scudo era sceso al 15 per cento, istintivamente perciò feci una salto all’indietro attivando contemporaneamente lo scudo respingente come protezione. Ma una granata, lanciata dal nemico si attivò molto vicino a me. L’onda prosciugatrice questa volta mi colpì in pieno, portando la barra dello scudo a lampeggiare in rosso. Il rosso della morte. Il panico si impossessò di me. L’adrenalina continuava a salire. Imprecai.  Continuai la mia ritirata indietreggiando con il nemico di fronte e nonostante ciò, il prometeico mi tallonava teletrasportandosi di continuo. Era a pochi metri da me quando lo scudo respingente si esaurì. E per fortuna non riuscì ad attaccarmi, perché altrimenti sarebbe bastato anche un solo colpo di striscio e sarei morto. Lo scudo della Mark 6 infatti lampeggiava ancora e non si era ricaricato nemmeno un po’. Il nemico lanciò una granata e si teletrasportò ancora. Era sparito per pochi istanti, che però furono sufficienti a farmi voltare e a correre in ritirata. Cercai riparo dietro una copertura della struttura aliena. Lo scudo iniziò a ricaricarsi quando un altro colpo mi raggiunse.

 Il prometeico continuava a inseguirmi. Non sapevo cosa fare, se prima ero io a dominare la situazione ora i ruoli si erano invertiti. Cercai di nascondermi dietro la copertura ma l’essere digitale mi aggirò, attaccandomi. In compenso riuscii a sparargli una veloce raffica con il soppressore prima di scappare da quella posizione, ormai divenuta poco sicura. Ma la mia sfortuna non era ancora finita, infatti scoprii che non avevo più nessun tipo di munizioni. Ero disarmato con la protezione energetica di nuovo al minimo. Allora mi abbassai dietro la struttura per una manciata di secondi e non sapendo cos’altro fare cercai di rimanere al riparo finché potevo. E grazie al cielo, dopo secondi interminabili, lo scudo riuscì a ripartire e a ripristinarsi. A quel punto abbandonai definitivamente la copertura e attivai subito lo scudo respingente, in modo da non subire nessun danno per un po’. E infatti il prometeico poté fare ben poco se non rimanere inerte e fissarmi.  Appena però l’abilità dell’armatura si andava consumando, scappai con una corsa veloce verso l’altra sala adiacente, finché dopo essere quasi tornato all’inizio del mio percorso, trovai un altro dispenser e equipaggiai questa volta la pistola energetica. Una granata esplose vicino l’entrata della sala. Il prometeico continuava ad avanzare. Riuscii a colpirlo solo tre volte e questi si lanciò contro di me, danneggiando ancora una volta lo scudo energetico. Attivai subito lo scudo respingente e cominciai a tornare indietro sempre con il nemico di fronte a me. Ma niente da fare! Si stava ripetendo la stessa situazione di prima! Cercai allora di scappare in avanti mentre provavo emozioni contrastanti tra stupore e paura. Lo scudo della tuta, quando tornai nella sala dove avevo sconfitto gli ultimi due Watcher volanti, si era ripristinato completamente. E proprio in quella sala scoprii un dispenser con una carabina energetica ancora carica che equipaggiai subito. “Se solo l’avessi notata prima, forse le cose sarebbero andate diversamente pensai”. A questo punto mi voltai indietro, sapevo infatti che il Prometeico non avrebbe certo mollato. Ma io ero pronto, con oltre 108 munizioni energetiche per un fucile ad alta precisione e uno scudo completamente carico. Tentai di avvicinarmi alla porta chiusa che inizialmente mi aveva portato a tutto questo casino e a un certo punto questa si aprì. Ma non perché io mi ero avvicinato, no! Il Prometeico, come un dannato continuava a teletrasportarsi e giunse nella sala. Sentii la mia rabbia aumentare, sparai quindi diversi colpi alla testa del nemico, mentre indietreggiavo per precauzione. Questi però si teletrasporto vicino a me, stupendomi per l’ennesima volta.

Ricaricai il fucile e continuai a sparargli. E nonostante la struttura dell’essere scoppiettò ancora una volta, il prometeico non era ancora morto. Anzi aveva attivato un’altra autosentinella che fortunatamente distrussi con pochi colpi ben piazzati. Io continuavo a combattere, ma qualcosa nella mia mente stava avvenendo. Era una sensazione di irrealtà. Non credevo a quello che era avvenuto e stava ancora avvenendo. Un singolo prometeico aveva resistito a decine di raffiche di proiettili, mi aveva inseguito  per tre sale diverse portandomi sull’orlo della sconfitta e oltretutto non era ancora morto. Non avevo quasi più parole. Ero stupito. L’incubo però, doveva ormai finire presto con la mia o con la sua morte. E cosi dopo aver tentato un ultimo devastante quanto inutile attacco corpo a corpo ( riuscii infatti a interporre tra me e lui lo scudo respingente) con i suoi movimenti rapidissimi, il Prometeico si disgregò in mille quadratini arancioni sotto la mia raffica di proiettili ben piazzati in testa. Misericordia! Era finita! Non potevo ancora crederci. Per me è stata un’esperienza unica, nessun nemico mi avevo messo mai alla prova in questo modo. Cercai di riordinare velocemente le mie idee e mentre mi sentivo appagato per ciò che avevo compiuto e sopportato, mi lanciai nel vuoto mentre una strana forma di energia rallentava la mia caduta. Avevo però ancora molto da fare per conseguire l’obiettivo della mia missione, cioè detonare la mina Havok e distruggere il Compositore, ma ce l’avrei fatta, me lo sentivo.


Compositore












ESPERIENZA VIDEOLUDICA IN COOPERATIVA FATTA
DA
DANI98 E SUPERNIK98:


“Fra cinque secondi apro il portello, preparatevi a lanciarvi!”
Salem fece un cenno a Cha Min Soo:”Non ti preoccupare.”
“Ora!”
 
Salem e Rios si lanciarono dal portello dell’aereo.Dall’alto si poteva ammirare il Mare delle Filippine,un telo blu con una sola macchia.  La portaerei “USS Constellation”.
“Allora, tu giri,io sparo.” Disse Salem.
Continuarono a scendere. Degli uomini sul ponte continuavano a sparargli contro.
Salem imbracciò il fucile da cecchino e sparò diversi colpi. Nessuno di questi andò a segno.
“Rios,stabilizza questo maledetto coso!”gridò Salem mentre i proiettili schizzavano tutto attorno.
Senza badare all’ordine Rios,direzionò velocemente il paracadute prima a destra e poi a sinistra,cambiando bruscamente direzione, schivando così i proiettili.
Atterrarono.

“Spalla a spalla!” Gridarono simultaneamente.
Rios in piedi,Salem accovacciato,si misero l’uno appoggiato all’altro,mirando in direzione opposta.
Una decina di nemici uscì dal riparo offerto dai container che la nave trasportava.
Salem e Rios iniziarono a sparare a più non posso,mentre altri nemici arrivavano.
Proprio nel momento in cui sembrava stessero diventando troppi, spuntò Philip Clyde, che eliminò i nemici rimanenti.
“Ehi stronzi,non voglio riportare i vostri cadaveri a Dalton!”
“Zitto Clyde.”Disse Salem. “Non abbiamo bisogno di te e non ti vogliamo.”Continuò Rios.
Clyde se ne andò senza dire una parola.
Intanto i due,si fecero strada tra i container,continuando a sparare a tutti i soldati che incontrarono.
Un ordine arrivò da Alice Murray:”Più avanti troverete quattro aerei pronti al decollo. Sabotateli.”
Arrivarono in una parte libera del ponte.Proprio mentre stavano per abbassare le armi,sentirono un rumore da dietro:due elicotteri stavano arrivando.
Una volta raggiunta la portaerei,vi scaricarono una decina di uomini. Iniziò uno scontro a fuoco.
Proprio quando mancavano tre soldati nemici, Rios, venne colpito alla gamba destra. Salem lo raggiunse, e lo portò dietro a un riparo. Estrasse dalla tasca una siringa, ed iniettò a Rios della morfina.
Rios si rialzò ed eliminò gli altri tre.
Intanto Salem manometteva gli aerei. Finita questa operazione, scesero delle scale sul fianco destro della nave. Sfondarono una porta d’acciaio ed entrarono.
Trovarono ad attenderli oltre la soglia, sei soldati nemici. Salem, raccolse uno scudo anti-sommossa che si trovava di fianco a lui. Rios, si mise dietro di lui ed eliminò i soldati nemici.




Entrarono in una porta alla loro sinistra. Una volta varcata la soglia trovarono Clyde che collaborava con un soldato nemico che intanto usava un computer.
“Cosa diavolo fai?!” gridò Salem.
“Fatti i cazzi tuoi!” gli rispose Clyde, mentre scappava e tentava contemporaneamente di sparargli.
Salem e Rios eliminarono un po’ di soldati nemici a difesa di Clyde. Dopodiché, si avvicinarono al computer e scaricarono i dati che conteneva su una chiavetta USB.
I due passarono alla stanza successiva. Aprirono un armadio e ne estrassero una fiamma ossidrica. Aprirono un varco nel pavimento. Vi entrarono e si ritrovarono in un hangar. Diversi soldati nemici si trovavano al suo interno. Iniziò uno scontro a fuoco. Salem e Rios si buttarono subito nella mischia ed in pochi secondi eliminarono i nemici.
Fecero per procedere ma davanti a loro si trovava una saracinesca blindata. Salirono perciò su uno degli aerei che si trovavano nell’hangar e lo usarono per spararvi contro un missile.



Un soldato corazzato entrò dalla saracinesca distrutta. Salem la distrasse, mentre Rios la aggirava per spararle alle spalle, non coperte dall’armatura.
La riempì di colpi. Entrarono in un ascensore e scesero alla sala comandi, che era in parte distrutta. Trovarono il capitano della nave seduto su una sedia.    
  Era ferito.

” Su questa nave si trovano delle testate nucleari rubate. E siamo in rotta di collisione con Manila! Se non fermiamo questa nave avremo un bel fungo atomico!” disse il capitano ormai in fin di vita.
“E cosa dovremmo fare?” chiese Salem.
“Dovete aiutarmi a colare a picco questa nave.” rispose il capitano.
“Ok,ci dica cosa dobbiamo fare.” disse Rios.
Salem e Rios tornarono indietro e presero un ascensore. Avrebbero dovuto posizionare una delle testate nucleari in modo che il capitano potesse farla esplodere prima dell’impatto con Manila.
Attraversarono un altro hangar, pieno di nemici. Rios estrasse la pistola e ne uccise una dozzina con un colpo in testa mentre Salem finì i restanti con il suo fucile. Distrussero il tubo di una porta idraulica e passarono all’hangar successivo. Ad attenderli trovarono un soldato armato di bazooka. Quest’ultimo sparò, facendo volare via Salem e Rios.
Salem ancora sdraiato, gli sparò un colpo in piena fronte.
Avanzarono. Appena trovata una testata nucleare la posizionarono dove richiesto dal comandante e dopodichè lo chiamarono.
“Comandante, abbiamo posizionato la testata.” disse Rios.
“Ragazzi scendete dalla nave, io farò esplodere la bomba. Non pensate a me,” ordinò il capitano.
“Va bene.” rispose Rios con tristezza.

Avanzarono verso una scala. Mentre la risalivano la nave subì una violenta scossa che li fece cadere. Si rimisero in piedi e tentarono ancora, arrivando finalmente sul ponte.
Risalirono il ponte. Era tutto in fiamme e c’erano continue esplosioni. Scatoloni e container scivolavano e volavano dappertutto.
Salem e Rios corsero, facendosi intanto spazio fra i pochi soldati nemici rimasti.
Giunsero all’estremità del ponte. Calarono una barca e abbandonarono la nave che si era intanto rovesciata e continuava a esplodere.

Finalmente affondò e la macchia grigia scomparve dall’immenso telo blu, lasciandosi dietro morte e distruzione.
Era finita.






ESPERIENZA VIDEOLUDICA DEL GRANDE DANI98
IN
“OCARINA OF TIME”

(ESTRATTO AVVENTURA)

“Sono passati ormai dieci giorni dal mio risveglio. Cammino per ore, ogni giorno. E nonostante tutto non ho ancora trovato Zelda. Mi sento solo. Spaesato. Ho paura, e anche nostalgia della mia vecchia vita, passata nel villaggio dei Kokiri. Una vita fatta di cose semplici, giochi, piccoli lavori. Una vita che non avrò più. E questo mi rattrista ancora di più. Nonostante salvare Hyrule, sia di vitale importanza per la salvezza del mondo, ho deciso di fermarmi un attimo. Fermarmi per non dimenticare, ciò che ero e ciò che sono, ma soprattutto, come lo sono diventato. Non posso però fermarmi molto, mi conviene riflettere in fretta, e ricordare perciò, solo gli avvenimenti più importanti degli ultimi tempi. Quasi tutti drammatici.”
“Dovrei partire dal mio sonno. Proprio mentre stavo per sottrarre la triforza a Ganodorf, lui, è riuscito a impossessarsene. L’unica soluzione per le tre dee, è stata quella di congelarmi per sette anni. Dopo questo arco di tempo, sono misteriosamente cresciuto. Lo scopo di ciò, è poter impugnare una spada, detta “Suprema”, che dovrebbe essere in grado di sconfiggere Ganodorf. Purtroppo però, per arrivare a lui, dovrò salvare alcuni saggi, che mi apriranno le porte del suo castello.”


“Al mio risveglio ho trovato una Hyrule devastata. Le case a pezzi, completamente bruciata. Nemmeno il castello ha resistito, è stato sostituito da quello di Ganodorf, che è riuscito a conquistare Hyrule, la terra che ha sempre sognato. Un solo edificio è intatto, ma ospita un uomo che contrabbanda fantasmi. Sono poi tornato nel mio villaggio. Nessuno mi riconosce più. Nessuno sa che sono Link. Tutti lo ricordano con tristezza. Non immaginano che Link sia davanti a loro, seppur cresciuto. Già, cresciuto. I Kokiri non crescono. Ho cercato risposte a questo fenomeno. Mi sono state date da un germoglio dell’albero Deku, testimone della resurrezione di quest’ultimo, una delle poche buone notizie. La risposta, è che io non sono un Kokiri. Sono un Hylian. Questa mia origine mi è completamente nuova. Sono cresciuto tra i Kokiri solo perché mia madre è morta durante una guerra, e questo era l’unico modo per salvarmi.”



“L’unica speranza che ho, è riposta nei pochi amici che possiedo. Una di questi è Saria, la mia amica d’infanzia. Una dei pochi ad avermi riconosciuto. L’ho salvata da un santuario, nel profondo della foresta Kokiri. Per arrivare a lei, ho esorcizzato fantasmi, combattuto scheletri, e anche affrontato un specie di copia di Ganodorf. Sono anche stato ferito, ma non c’è niente che non farei per lei. Alla fine, pensavo che avrei trascorso un po’ di tempo con lei. Mi sbagliavo. Si è infatti rivelata uno dei saggi. Ha dovuto abbandonare me, il suo villaggio e i suoi amici per unirsi al saggio di luce e successivamente agli altri. Ma questo è stato necessario. “
“Anche Darunia, il re dei Goron è ancora vivo. Ho salvato alcuni suoi sudditi, e anche lui da un terribile drago nel monte morte. Ho sopportato anche questa volta, uno sforzo fisico terribile, dettato dalle temperature del vulcano. Anche Darunia, si è però poi rivelato uno dei saggi. Mi può comunque aiutare e parlare, come Saria, ma non di persona. Darunia è un grande Goron. Non lo dimenticherò.”
“Un’altra mia amica è la principessa Ruto, degli Zora. La loro dimora è stata completamente congelata, e lei, rinchiusa in un santuario sul fondo del lago Hylia. Sono riuscito a liberarla, affrontando l’ennesimo mostro e una copia di me stesso. Quest’ultima operazione è stata difficile. Non è facile pensare di far male ad un proprio clone. Ne è però valsa la pena. Ho rivisto Ruto. Anche lei è cresciuta e maturata. Non è più arrogante come una volta, ed è anche più rispettosa. E secondo gli Zora è anche mia moglie, a causa della promessa che mi fece sette anni prima, quando decise che sarei stato il suo fidanzato. Anche lei, è uno dei saggi. Non potrò perciò godere della sua compagnia.”

RUTO

“Infine Sheik, una ragazza Hylian. Compare ogni tanto. Mi da qualche consiglio, mi insegna una melodia e se ne va. Ho imparato a fidarmi di lei. Se devo essere sincero, esercita su di me un certo fascino, mi ricorda qualcuno. Spero di non perdere anche lei.”
“Un altro avvenimento felice è stato il ritrovamento di Epona. L’ho vinto a una corsa, contro il nuovo proprietario della fattoria LonLon. Una persona cattiva e avida, che tiene solo ai soldi. Non gli importa di Hyrule, della morte e della disperazione che affliggono questa terra. I soldi sono il suo unico interesse.”
“Sinceramente, non so quanto resisterò a tutti questi cambiamenti. Sono stanco, stanco di combattere e di avere paura. Non sono più nemmeno così sicuro di riuscire a portare a termine il mio compito. In ogni caso ci proverò, con tutte le mie forze. E nonostante queste siano poche, posso comunque dire che Ganodorf non avrà vita facile. E’ una promessa.”


“DANI98 IN OCARINA”













L’ANGOLO DELLE ESPERIENZE VIDEOLUDICHE
Condividiamo le esperienze vissute negli straordinari mondi del videogioco
Immagine

Esperienza vissuta da Gordon Giulio (fondatore e creatore di Dimensione Ludica)

Crysis 2

Estratto esperienza.

“(…) mi appresto ad avvicinarmi a una struttura elettrificata nel buio della notte, il rilevatore segnala la presenza di diversi nemici, allora decido di utilizzare la modalità occultamento della mia nanotuta e di muovermi senza farmi vedere. Punto il mio mitragliatore verso un muro semi-distrutto, sapendo che lì dietro c’è una figura pronta a far fuoco e dare l’allarme all’intero complesso al primo rumore; deciso così di sorprenderlo alle spalle aggirandolo. Mi avvicino…Una coltellata nell’incavo del collo e il militare si accascia a terra con un ultimo sospiro.
Disabilito l’occultamento ed ecco che la mia arma ritorna visibile,cerco di esaminare la situazione, ma un rumore improvviso mi costringe a ritornare invisibile.
Ed ecco apparire un altro soldato alla mia sinistra,che probabilmente insospettito di non vedere più il suo compagno, esamina la situazione in cerca di qualcosa.
Fortunatamente però non si è accorto della mia presenza nè del soldato morto a terra e ritorna indietro da dove era venuto… Fiuuuu! Per un pelo!
Decido così di appostarmi dietro un muretto, ritornare visibile e far ricaricare l’energia ausiliaria per i poteri della nanotuta. Appena ricaricata e esco fuori dalla copertura di nuovo occultato, stavolta vado avanti proseguendo verso l’interno del complesso, entrando grazie a una breccia nel muro principale.
Proseguendo non vedo nessun nemico dinanzi a me, ma so che ci sono lì diversi militari pronti a farmi la pelle, so che ci sono e mi stanno aspettando, li posso sentire, sento le loro voci in lontananza…
Ma non mi avranno,no, dopotutto io sono un supersoldato munito di una supertuta in grado di difendirmi anche contro orde di interi plotoni militari, devo solo saperla sfruttare bene. Così decido di cambiare strada e proseguire verso l’obiettivo, fiancheggiando il muro esterno del complesso, alla mia destra. Utilizzo sempre l’occultamento e percorro il muro a soste, fermandomi di tanto in tanto dietro una colonna per ritornare visibile e far ricaricare l’energia ausiliaria. Non voglio assolutamente rischiare, anche se sembra che da questa parte non ci sia sorveglianza…
Arrivo cosi finalmente vicino all’entrata del mio obiettivo, ma tra quest’ultima e me si interpone una jepp militare con un soldato che brandisce il mitragliatore pesante del veicolo. Sono ancora invisibile, procedo allora abbassato e mi riparo dietro una copertura militare appena dietro la jepp, rimango inginocchiato, un piccolo beep mi segnala che l’energia sta terminando ed eccomi di nuovo visibile… un solo passo falso o un movimento al di fuori della copertura e sono fregato!

Cerco di calmarmi e aspetto pazientemente il ritorno di quell’energia così preziosa per me, appena ripristinata e divento invisibile ; appena dietro di me c’è l’entrata dell’obiettivo e ora io sono dietro il veicolo, potrei anche semplicemente sgaiottolare verso l’obiettivo, ma no decido di rischiare, di divertirmi alle spalle di quel soldato armato sopra la jepp. Mi avvicino ad essa con cautela e piazzo un bel pacco di C4 . Il soldato non sembra essersi accorto di niente, continua a guardare davanti a sè con la mitragliatrice spianata…
Il mio battito cardiaco accellera, procedo allora sempre occultato verso l’agognata entrata, il tempo di entrare in un ascensore e ridivento visibile… Ma nessuno sembra essersi accorto di me finora, sono nella cabina e a quel punto (non sapendo quant’è la portata massima della ricezione radio della carica esplosiva ) premo il grilletto sul detonatore del C4 e BUUM, sento la gradita esplosione della jepp all’esterno. In preda all’euforia di tale momento procedo con l’ascensore verso il mio obiettivo (…)”







ESPERIENZE VIDEOLUDICHE, COSA SIGNIFICA?

Nel videogioco troviamo innumerevoli media, ma il mezzo espressivo (cosi unico da poterlo considerare su un piano molto differente) più importante resta il gioco. E quest’ultimo deriva da un’interazione con un ambiente virtuale 2D o 3D, da regole che formano quel sistema, da sfide e problemi che devono essere risolti.
Il videogioco quindi chiede al giocatore di badare a tutto ciò. Quest’ultimo quindi si identifica in quel dato personaggio o qualsiasi avatar, e “vive” la propria personale esperienza che deriva dalle sensazioni ed emozioni sperimentate in quel sistema, anche se virtuale.Questo appare molto evidente in videogiochi come Half Life o Skyrim, che fanno percepire al giocatore di essere il vero protagonista della vicenda e permettono un’immedesimazione molte forte con il mondo di gioco
.
Non solo, ma questo avviene anche in un gioco più tradizionale come il calcio. Dove il giocatore ha un ruolo nella squadra , delle regole e partecipa attivamente alla partita. Trovandosi quindi ad affrontare problemi, elaborare strategie e mettersi alla prova. Tutto ciò genera quel mix di emozioni e sensazioni che fanno parte della storia personale vissuta in quel gioco, dal quel giocatore.

Ovviamente in un videogioco le sensazioni sono minori, perchè “vissute” davanti a uno schermo, ma comunque importanti e coinvolgenti poichè il cervello comunque riesce a farsi coinvolgere da quel ambiente virtuale e a farci sentire protagonisti di mille avventure. Come scrive anche Ivan Fulco ( importante giornalista, si è dedicato molto a esaminare i videogiochi ):
“I videogiochi sono altri luoghi in cui vivere altre vite. sono uno strumento così flessibile che possono assumere forme troppo diverse per essere catalogati. Le storie che si vivono nei videogiochi sono così personali, sono le nostre storie, brandelli di nostra vita, per quanto virtuale.”

In definitiva quindi i videogiochi sono dei viaggi, delle esperienze, ma più probabilmente potremmo descriverli come dei sogni (poichè tutto avviene in un contesto virtuale, simulato, ma molto coinvolgente). Tavolta ci permettono addirittura di sperimentare quasi altre vite, in modo virtuale, in mondi di fantascienza e fantasy. Mondi impossibili da realizzare così, nella realtà.

Potete inviare i vostri racconti tratti dalle vostre esperienze videoludiche (vissute in qualsiasi videogioco) a: sierra1994@libero.it   Qui sotto raccogliamo le esperienze videoludiche dei nostri utenti, buona lettura!

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